Dopo la pausa estiva il primo incontro svoltosi lo scorso 11 settembre ha, finalmente, iniziato a delineare un percorso più definito per giungere alla conclusione della trattativa iniziata lo scorso marzo.

Una trattativa complessa per un insieme di fattori: il lungo periodo trascorso dall’ultimo rinnovo, causato anche dalle dinamiche generatesi a seguito del blocco della contrattazione deciso dal Governo Monti; per la natura giuridica degli Enti previdenziali, di confine tra comparto pubblicistico e comparto privatistico, e non ultimo la necessità di costruire un sistema di tutele e garanzie –per entrambi le parti in causa– che dia modo all’eterogeneità degli Enti previdenziali di avere sì il necessario spazio di agibilità, che permetta alla loro autonomia gestionale di concretizzarsi, ma che si declini in un sistema di regole che veda tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori inseriti in un contesto omogeneo di corretta applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Strumento primario e, ad oggi, senza alternative valide, di costruzione di quel sistema di relazioni interne alle comunità di lavoro tale da realizzare percorsi di miglioramento e raggiungimento pieno di obiettivi comuni.

Conseguimento di obiettivi che in questi anni per primi i Presidenti delle Casse e Fondazioni previdenziali privatizzate non hanno, giustamente, evitato di celebrare.

Obiettivi raggiunti, ci sembra opportuno ricordarlo, anche grazie al quotidiano apporto fornito con diligenza e responsabilità dai circa tremila lavoratori dipendenti.

Dopo circa sei mesi dall’inizio delle trattative, e a più di un anno dalla comunicazione della disdetta è arrivato il momento della sintesi, della verifica delle volontà politiche di rinnovo del CCNL per poter passare poi alla stesura del nuovo testo.

Pensare che si possa protrarre ancora la fase preliminare, sarebbe, a nostro modesto parere, un esercizio pleonastico che graverebbe sicuramente sui dipendenti, ma che allo stesso tempo proietterebbe, per esempio, sulle scadenze relative alla stesura dei bilanci preventivi, rallentamenti e complicazioni che, alla luce del percorso fatto finora, sarebbe immotivato e di difficile giustificazione.

Le Organizzazioni Sindacali hanno dato prova finora di affidabilità, responsabilità e soprattutto capacità di costruire, attraverso un’unità di intenti finalmente non solo enunciata ma anche vera e tangibile, un’idea di CCNL moderno, e in linea con le necessarie modifiche che il tempo trascorso dall’istituzione degli Enti previdenziali (ex dlgs 509/94 e 103/96) ha mostrato ormai indispensabili.

Di contro, le Casse e Fondazioni in questi mesi hanno dimostrato di voler sposare una linea di costruzione di un sistema più coeso, che dimostri di essere in grado di sostenere le responsabilità che il sistema paese spesso ha chiesto a questi Enti.

E’ giunto il momento di iniziare un nuovo corso, di abbandonare vecchie abitudini e dimostrare tutti, nel rispetto ognuno del ruolo svolto, di essere in grado di assumersi le proprie responsabilità.

CONVOCAZIONE TAVOLO 2 OTTOBRE 2019

PROROGA CCNL