Abbiamo capito in questi venticinque anni dalla loro privatizzazione che il mondo delle Casse previdenziali, enti che curano la previdenza e l’assistenza per circa due milioni di professionisti con un patrimonio stimato di circa ottantacinque miliardi di euro, è un sistema in continua evoluzione.

Una evoluzione che spesso e volentieri ha visto il dettato normativo con cui vennero istituiti questi enti, essere superato dagli eventi, costringendo i gestori a dover colmare i deficit normativi esistenti. In forza dell’autonomia gestionale che è alla base della stessa natura delle Casse. Una autonomia che però da più parti nel corso degli anni spesso è stata alla base di episodi degenerati nella cronaca giudiziaria. D’altra parte anche i soggetti a cui è destinato il controllo di queste strutture hanno sottolineato la necessità di costruire dei meccanismi di verifica e controllo al passo con i tempi e le esigenze nel frattempo venutesi a creare.

Di contro l’evolversi delle esigenze e il mutamento delle condizioni è stato occasione in questi anni anche di eventi virtuosi che, questi senza alcun dubbio, ancora giustificano una impostazione assolutamente improntata all’autonomia gestionale.

E’ il caso per esempio della trasformazione in atto presso Casagit, ente costituito nel 1974 che ha lo scopo di assicurare un sistema integrativo dell’assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale, fino ad oggi indirizzato solo ai giornalisti italiani, ma che entro la fine del 2019, la porterà ad essere finalmente un “fondo aperto” pronto a recepire collettività e singoli individui al di fuori del mondo dei giornalisti.

Una trasformazione che testimonia e consolida un esempio di gestione virtuosa capace di evolversi e stare al passo con i cambiamenti in essere presso le professioni e nel mondo che ruota attorno a loro.

Il modello giuridico mediante il quale verrà realizzata questa apertura è quello della Società di Mutuo Soccorso. Nell’ambito della nuova Società di Mutuo Soccorso Casagit, verrà costituito un “Fondo Pluriaziendale” al quale potranno aderire le collettività aziendali appartenenti a qualsiasi comparto produttivo. Permettendo all’ente un sicuro consolidamento ed aprirsi a nuove sfide.

Un’adesione alla Mutua Casagit (regolarmente iscritta all’Anagrafe dei Fondi presso il Ministero della Salute) che se avviene in forza di un accordo collettivo, permetterebbe il godimento dei benefici fiscali della deducibilità per la parte versata dal lavoratore e della non imponibilità per la parte versata dal datore di lavoro.

L’offerta ai soggetti che intendono aderire alla Mutua è costituita da uno dei 4 profili di assistenza sanitaria dedicati oggi ai giornalisti, già esistenti oggi, ma può anche confezionare piani “ad hoc” in funzione del livello di contribuzione stabilito dall’accordo collettivo.

Una trasformazione che prevede anche che per i soggetti aderenti al fondo pluriaziendale il diritto per ciascun componente la collettività (leggasi ciascun dipendente) di esprimere il voto per eleggere il rappresentante del fondo pluriaziendale nella assemblea dei delegati della Mutua.

Per quanto ci riguarda tali evoluzione nel sistema degli enti previdenziali non possono che essere giudicati con favore ed entusiasmo, poiché offrono anche opportunità per la platea dei circa duemila ottocento dipendenti in forza attualmente negli enti.

Data la contingente trattativa in essere per il rinnovo del CCNL Adepp, scaduto ormai da quasi dieci anni, ci domandiamo se l’opportunità offerta da Casagit sia valutabile come strumento capace di affermare principi omogenei per tutti i dipendenti ma soprattutto quello di dare realizzazione, finalmente, all’idea di un sistema degli enti previdenziali coeso e unito, dato che non sempre infatti, le polizze sottoscritte dai singoli enti per l’assistenza sanitaria integrativa dei propri dipendenti hanno offerto livelli uniformi, creando anche in questo caso, delle differenze che hanno negato la definizione di Comparto della Previdenza privatizzata.

 

Fabio Migliorini

Andrea Ladogana

Pierluigi Sernaglia